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26 ottobre 2016

Sentenza Tar, in classe non oltre venti alunni




La sentenza è la numero 1367 del 19 settembre 2016: nelle classi dove è presente un alunno disabile non potranno esserci più di 20 alunni.
Il Tar della Toscana ha risposto così al ricorso di due genitori contro l’istituto superiore frequentato dal proprio figlio, la cui classe contava ben 31 alunni, dei quali due con disabilità. 


Questo è stato considerato pienamente illegittimo, in quanto in contrasto con le normative che già stabiliscono che le classi che hanno un alunno disabile al loro interno non possono superare il numero di venti elementi. Un eccessivo affollamento, infatti, potrebbe compromettere non solo il percorso educativo e l’integrazione sociale dello studente con disabilità, ma anche quello dell’intera classe. 

A tutela di ciò, il decreto interministeriale n. 21 del 14/3/2011 stabilisce le regole per la formazione delle classi, e al punto 3 indica specificamente che, ove sia presente un alunno disabile, queste debbano essere costituite da un massimo di venti alunni. E’ possibile una piccola eccezione (al punto 4), nel caso di eccesso di iscrizioni: le prime classi con un alunno disabile possono considerare un massimo del 10%, cioè arrivare a 22 alunni. 

Nel caso però di una classe che accolga due o tre alunni con disabilità, il numero deve categoricamente fermarsi a 20.

Per approfondire http://www.edscuola.it/archivio/handicap/inclusione_alunni_disabili.htm


(ph:WorldBank)

4 febbraio 2014

Documenti per la richiesta di sostegno, attenzione alla Circolare 5592



Non si chiude mai la nota dolente sulla richiesta per il docente di sostegno e le relative ore da assegnare a ciascun alunno con disabilita'. Sappiamo quanto questo diritto venga calpestato dalle istituzioni, che invece di facilitare il meccanismo lo alterano e lo incanalano verso percorsi ambigui e ingiusti. 
Uno dei mezzi privilegiati a tale scopo sono le famigerate circolari. 
E’ proprio qui che il percorso puo' iniziare ad incepparsi ed e' qui che i genitori devono riporre la massima attenzione per tentare di evitare gli errori fatali all’ottenimento del giusto sostegno. 
Troppo spesso infatti sono proprio le mancanze della scuola, rispetto alla produzione dei documenti richiesti dal Miur, a creare problemi.
Una circolare sulla quale fare particolarmente attenzione e' quella del 5 marzo del 2013, la 5592 nella quale si chiede ai D. S. di corredare la richiesta delle ore di sostegno con i seguenti documenti obbligatori, aggiungendone uno ulteriore:

- Verbale di accertamento della disabilita' della ASL;
- Diagnosi Funzionale;
- PEI aggiornato ad inizio anno;
- Codici diagnostici dell'ICD-10 (classificazione internazionale delle malattie dell'OMS)

Qualora la segreteria scolastica non disponga di tutti i documenti e non si preoccupi per tempo di avvisare i genitori interessati, ecco che lo spauracchio del ricorso al TAR diventa subito certezza. Infatti il Miur non considererà adeguatamente quelle richieste prive di tutta la documentazione di cui sopra.
Per tale motivo è bene accertarsi personalmente che la scuola la possegga o non l'abbia smarrita come a volte accade.
Tutto questo non esclude del tutto la necessità successiva di dover eventualmente ricorrere al Tar, ma iniziare senza errori è un punto a nostro favore.

Il contenuto della circolare 5592 sottolinea anche come, nel caso di ore in deroga ottenute tramite Tar, queste non siano automaticamente estensibili agli anni successivi:

"Per gli alunni già destinatari di provvedimenti del TAR,  si ricorda alle SS.LL. che il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2231/2010 del 23.03.2010, ha chiarito che la rideterminazione da parte dell’Amministrazione del numero delle ore di sostegno non può essere disposta per gli anni successivi a quello cui si è applicata, essendo previste, ai fini delle decisioni di cui si tratta, verifiche periodiche degli effetti degli interventi adottati per eventualmente modificarli, in relazione alla loro efficacia ed alla evoluzione della patologia accertata (art. 6 DPR 2/2/1994 – Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle AA.SS.LL. in materia di alunni portatori di handicap)".

Ma se la maggior parte di queste patologie sono chiaramente irreversibili, se la gravità rende impossibile l'idea che si possa manifestare un miglioramento tale da richiedere una riduzione del sostegno, allora, a che scopo obbligare a delle verifiche periodiche annuali e costringere le persone a ripercorrere da capo il pesante iter per riconfermare le agognate ore?



21 marzo 2013

L'inclusione scolastica? E' un diritto che ormai si guadagna in Tribunale


Essere genitore di un ragazzo disabile significa misurarsi con i piu' alti livelli di ignoranza e superficialità. E di disorganizzazione mentale, ancor prima che pratica. Mi impegno per erudire sia me stessa che genitori che ancora non conoscono la Legge 104 e le varie circolari che dispongono le modalità di inclusione, eppoi mi ritrovo di fronte ad uno scoglio piu' grande...
La scuola. L'errore principale, quello che accende la miccia di un percorso sbagliato e tortuoso, viene proprio dalla scuola. Leggi, regolamenti, circolari e quant'altro, sono solo mucchi di carta che evidentemente arrivano, ma si fermano e di "circolare" hanno ben poco.
Mi sono spesso domandata, ma perchè devono essere fatti tanti ricorsi al Tar per cose stabilite già di diritto? Che senso ha questo percorso ormai scontato quanto ingiusto?
Mio figlio ha il verbale della Asl, quello della 104 per intenderci. E' quello che stabilisce la gravità del soggetto: l'art. 3 comma 3 è l'indicazione che da il via ad una serie di diritti. 
Nella fattispecie, certifica la necessità di avere un insegnante di sostegno con rapporto 1:1 e una copertura oraria massima, nonche' un'assistente fisico personale.
Ora, la prassi vuole che la scuola che prende "in consegna" vostro figlio, si corredi dei certificati da inviare al Provveditorato, per l'ottenimento di quanto necessario al ragazzo. I documenti principali sono il verbale della 104 e la diagnosi funzionale fatta dal neuropsichiatra della Asl, o da strutture convenzionate come i centri di fisioterapia.
Normalmente un genitore si affida alle presunte capacità della scuola di espletare una prassi che dovrebbe essere consolidata, e invece...
Invece è proprio qui che puo' verificarsi il primo grave errore.
Ma procediamo per tappe.
Richiedo un Glh operativo e mi viene detto dall'insegnante di sostegno che alle superiori non si fanno Glh, eccetto che per il primo anno. In realtà il DPR 24 febbraio 1994 indica tre Glh annuali, uno necessariamente all'inizio di ciascun anno scolastico. Non dovrebbero saperlo?
Sono comunque costretta a richiedere un Glho urgente, per poterlo ottenere.
Durante la riunione scopro la seconda assurdità: mio figlio, disabilità motoria e sedia a rotelle, condivide poche ore di sostegno e un'assistenza fisica precaria perchè non ha la 104, mi dicono: "Suo figlio non è certificato!" e inoltre: "Il Provveditorato ha respinto la diagnosi funzionale perchè redatta da struttura privata". E ancora: "Le consiglio di fare ricorso al Tar, come fanno tutti i genitori".
Ma ricorso per cosa? E perchè se ho consegnato tutti i documenti secondo l'iter richiesto?
Perchè il diritto sacrosanto all'inclusione deve passare per forza attraverso un tribunale?
Vengo anche bacchettata con un tono di rimprovero. Pazzesco. Parlo con la segreteria che mi conferma che non hanno il verbale della 104 e che non capiscono perchè la diagnosi sia stata respinta, visto che si rendono conto che la struttura è convenzionata.
Ma in quale modo vengono inviate le domande dei singoli alunni? 
Come si puo' cadere in simili errori?
Soprattutto, come puo' il referente per la disabilità non contattare il genitore, nel momento in cui dovesse accorgersi che manca un documento talmente importante ai fini del corretto percorso scolastico di uno studente?
Si scusano. Parlano di cambiamenti nelle regole, di sviste e bla bla bla. Danno la colpa al Provveditorato agli Studi. Sistemeremo tutto per il prossimo anno, stia sicura.
Intanto però, nessuno restiturà a mio figlio, questo anno pesante fatto di ansie, lezioni arrangiate e situazioni disintegranti.
Morale della favola: genitori, non fidatevi di cio' che fanno le scuole, preoccupatevi personalmente che l'iter per ottenere quanto spetta a vostro figlio sia corretto. Passo dopo passo.
Purtroppo quando il danno è fatto, a pagarne le conseguenze piu' alte sarà lui.

1 febbraio 2013

Leggi a tutela dell'integrazione, il primo passo è crederci davvero




Nonostante le chiare leggi contro la discriminazione e nonostante la Legge 104/92, che indica ampiamente come attuare una giusta inclusione per gli studenti che hanno una disabilità, nonostante se ne parli, si discuta di questa o quell'altra grave falla del sistema "istruzione" e nonostante le molte sentenze del Tar, ancora siamo costretti a sbattere contro il muro delle assurdità umane, ancor prima che istituzionali. 
La scoperta dell'acqua calda, direte voi... Non ci si abitua mai. Non si puo'.
Qualcuno ancora ricorderà il sondaggio sull'integrazione scolastica girato tramite Facebook un anno e mezzo fa circa: il modulo del sondaggio è ancora aperto, ho preferito che resti presente ad oltranza, che vada cioe' oltre la funzione statistica in se' e diventi un piccolo strumento di testimonianza ai fini di questa benedetta integrazione.
Bene, questo per dirvi che saltuariamente entro nel pannello di controllo del sondaggio per verificare se ci siano nuovi partecipanti e ulteriori commenti fatti nello spazio apposito del modulo. E, credetemi, non ce la faccio a leggere certe oscenità, veri e propri abusi che rasentano il sadismo, situazioni subdole dove non puoi identificare "il cattivo" come nei casi piu' eclatanti finiti inTV, ma che hanno uguale gravità.
Storie di bambini e ragazzi privati dei loro diritti di persone e di studenti, dirigenti e insegnanti che non sanno bene cosa sia un GLH o un PEI, genitori confusi e intimoriti. Storie di psicologia e psicopedagogia chiacchierata e mai applicata e di errori madornali. Storie di una scuola che costringe le mamme ad essere presenti per imboccare i propri figli e obbligate a farlo lontano dalla classe, discriminando spudoratamente in nome di una legge "ricordata"  a proprio uso e consumo.  
Storie di mamme che rinunciano al sostegno perchè non tollerano piu' l'incompetenza di un assistente che non sa assistere. Storie di mamme che pensano di ritirare i propri figli da scuola perchè non ce la fanno più a sopportare.
Storie di fallimenti e danni alle persone. 
I commenti positivi sono pochi e hanno il tono del miracolo, descrivendo situazioni che dovrebbero essere assolutamente scontate per tutti, come se fossero delle grazie ricevute. E anche queste testimonianze suonano terribilmente stonate...
Cosa possiamo fare? La situazione non è facile, spesso bisogna arrangiarsi con l'aiuto di qualche persona volenterosa e ci rassegniamo a dire tra noi "Meglio non lamentarsi, meglio di niente..". In momenti come questo, dove i problemi specifici vengono appesantiti ancor di piu' dalla crisi politica ed economica, spesso ci si rimbocca le maniche e si fa da soli e in parte puo' servire a tamponare momentaneamente alcune situazioni al limite. 
Ma attenzione, non puo' diventare una regola. Non ci abituiamo a questa latitanza delle istituzioni o all'ignoranza ostentata di chi dovrebbe guidarci e invece ci sbarra la strada. Non assecondiamo tutto questo, se vogliamo che i nostri figli siano rispettati nella loro piena dignità di persone, almeno fin quando (nei casi piu' fortunati) potranno o sapranno farlo da soli. E questo si puo' fare solo partendo dalla conoscenza delle normative che ci tutelano e che sono li, a nostra disposizione per essere fatte valere. Senza quelle non avremmo nemmeno un'opzione di parola.  Senza quelle saremmo condannati alla mera sopravvivenza,   appesi al filo della sensibilità altrui. Troppi genitori ancora non sanno di cosa stiamo parlando e quel che è peggio molti altri non credono nell'efficacia delle norme e  pensano che sia inutile combattere. E' su questa indolenza interiore che ha le radici il primo fallimento. E allora fatevi una prima domanda: come mai centinaia di famiglie vedono riconosciuti i loro diritti, grazie all'esistenza di leggi come la 104/92 o la 67/06?

Se vi siete imbattuti in questo blog, iniziate anche da qui: leggete, leggete tutti i link e poi andate oltre, approfondite, costruitevi l'armatura intellettuale necessaria. Ciascuno di noi puo' fare qualcosa e all'interno della sua battaglia personale sta già agendo a beneficio di tutti gli altri ragazzi. Credeteci per primi.
Vi lascio con una frase di Albert Einstein - "C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica: la volontà".

17 maggio 2012

MIUR ancora condannato, sentenza rivoluzionaria del Tribunale di Monza


Negli ultimi tempi il Ministero della Pubblica d-istruzione si è visto condannare numerose volte dai vari Tribunali, a causa dei tagli effettuati sulle ore di sostegno agli studenti con disabilità. Questa illegittima e discriminatoria consuetudine pare continuare nonostante ciò, come a non voler riconoscere il diritto sacrosanto e costituzionale all'istruzione, anche per i ragazzi a cui viene a mancare la capacità di essere completamente autonomi. Diminuire improvvisamente le ore di sostegno ad uno di questi ragazzi, significa impedirne il proseguo del percorso di studi, significa tagliarne il progetto di vita e la conquista della agognata integrazione sociale. La legge riconosce perciò anche il danno esistenziale.

Abbiamo ripetuto tante volte il concetto di un diritto che non può essere toccato, che è sancito dalla nostra Costituzione e difeso da leggi e convenzioni ma, nonostante tutto, il Ministero della Pubblica d-istruzione continua a sforbiciare, lasciando cadere qua e là pezzi di umanità e di dignità calpestata. L'Istituzione che rappresenta proprio l'istruzione, ahimè, in realtà rema contro la sua stessa "anima", mettendo in moto un assurdo meccanismo che fa perdere tempo e soldi a tutti, e che merita di finire nel bidone degli sprechi di quella folgorante idea che è la "spending review".

E' di pochi giorni la notizia che il Tribunale di Monza ci sia andato giù anche più pesante ed in questo si trova la rivoluzionarietà della sua sentenza. E' infatti il primo caso in cui il Tribunale non solo ha ordinato di ripristinare l'assistenza precedente, ma anche di garantire tutte le ore di cui uno studente disabile abbia bisogno, senza vincoli di bilancio.

Il diritto torna ad essere ribadito dai giudici, ma il Ministero quando ne prenderà atto?

Qui siamo sinceramente sfiduciati...

18 novembre 2011

La scuola taglia il sostegno? Da oggi paga una penale!


Una sentenza esemplare quella del Tar di Sardegna del 17.11.2011, che ha visto accogliere i ricorsi di quindici famiglie di studenti disabili (e altre ne seguiranno) ai quali erano state ridotte le ore di sostegno. La sentenza riconosce il danno subito dal minore disabile nel periodo in cui ha avuto minore sostegno, quantificandolo in mille euro di risarcimento a carico del Ministero, per ogni mese in cui non è stata data la completa assistenza. Una nuova era si comincia a delineare all'orizzonte.

Era ora che si imponesse il pagamento di una penale per certe scempiaggini!

Si può sperare che il pensiero di dover pagare una multa per quella che viene già riconosciuta come una colpa, funga da deterrente al taglio indiscriminato delle ore di sostegno.

Basta con la discriminazione camuffata da pseudo integrazione! Basta con i comportamenti fuorilegge!

Quale fiducia potremmo mai avere mai nelle istituzioni scolastiche?


Voglio evidenziare dei passaggi importanti della sentenza:


"I richiamati profili contenuti nella sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2010 consentono di non argomentare ulteriormente in ordine al fatto che nel caso di specie vi sia stata violazione dei diritti del minore disabile costituzionalmente garantiti e protetti, per cui sussiste il presupposto per il risarcimento del danno esistenziale (cfr. Tar Lazio - Roma, Sez. III bis 30 novembre 2009 n. 12040 e TAR Catania, Sez. III, 22 dicembre 2009 n. 2187)".


"Alla luce di quanto precede deve essere affermato il principio secondo cui non può in ogni caso costituire impedimento alla assegnazione, in favore dell’allievo disabile, delle ore di sostegno necessarie a realizzare il proprio diritto, il vincolo di un’apposita dotazione organica di docenti specializzati di sostegno, giacchè la L. n. 449 del 1997, all’art. 40, assicura comunque l’integrazione scolastica degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla gravità dell’handicap, compreso il ricorso alla assunzione con contratto a tempo indeterminato di insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti – alunni in presenza di handicap particolarmente gravi, consentendo così di garantire all’alunno bisognevole, l’integrazione scolastica attraverso il miglioramento delle sue possibilità nell’apprendere, comunicare e socializzare (TAR Napoli, Sez. IV, 24 maggio 2010 n. 8328)".


"Il danno è individuabile negli effetti che la, seppur temporanea, diminuzione delle ore di sostegno subita provoca sulla personalità del minore, privato del supporto necessario a garantire la piena promozione dei bisogni di cura, di istruzione e di partecipazione a fasi di vita “normale”.

Il danno può essere quantificato, in via equitativa, pari a euro 1.000,00 per ogni mese (con riduzione proporzionale per la frazione) di mancato sostegno nel rapporto 1/1 da parte dell’Amministrazione scolastica, tenendo conto anche della reiterazione, da parte dell’intimata Amministrazione, del comportamento di illegittima negazione delle ore di sostegno dovute in violazione dei principi ripetutamente rammentati da questo T.A.R. (si veda TAR Sardegna, I Sez., 11/11/2010 n. 2576)".


Finalmente. Leggetevi tutta la sentenza a questo LINK

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