12 novembre 2017

Un'app per segnalare gli episodi di bullismo a scuola



La Polizia di Stato ha recentemente presentato You Pol, un’applicazione per iOS e Android che permette di fare segnalazioni in tempo reale direttamente alla Sala Operativa della Questura.
Una soluzione tecnologica che viene in aiuto ai cittadini nei casi in cui siano testimoni di episodi di bullismo o di spaccio di stupefacenti.

L’utilizzo è pratico e veloce, basta anche soltanto inviare un video registrato con lo smartphone o delle immagini, e volendo può essere fatto in forma anonima. L’app You Pol, che si scarica gratuitamente da Apple Store e da Play Store, ha il geolocalizzatore integrato e consente di fare anche una chiamata di emergenza alla Questura attraverso il pulsante rosso specifico.

Ogni segnalazione verrà immediatamente verificata dalla Polizia. Al momento l’applicazione è operativa solo sul territorio di Roma, Milano e Catania ma da febbraio 2018 verrà estesa a tutti i capoluoghi di regione ed entro la prossima estate anche a tutte le province italiane.
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"Per migliorare le condizioni dei minori in situazione di handicap, prima di predisporre ulteriori leggi occorre applicare completamente quelle attuali, magari dotandole di adeguati strumenti e collegandole con una prassi amministrativa più attenta alle loro esigenze" (D. Massi)
"Ogni bambino ha la sua singolarità, è un corpo e una mente originale rispetto a tutti gli altri; il normodotato, però, ha una originalità che sta dentro a una certa fascia, ad un certo standard, mentre il bambino diversabile se ne allontana. " (V. Gullotta)

"..la convinzione che si può fare sempre qualcosa di più dovrebbe essere sempre la prima preoccupazione di tutti coloro che, per qualsiasi motivo, entrano in relazione con i nostri figli.."

‎..."Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza". (G.Pontiggia)

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