26 maggio 2011

La scuola e il computer, questo sconosciuto


Per un alunno con disabilità, primaria importanza possono avere i sussidi informatici e in particolare il computer, che diventa un indispensabile strumento per poter svolgere il normale lavoro scolastico. Per fare esempi pratici, nei casi di handicap motorio o visivo, per la comunicazione facilitata (produzione vocale), per diversi disturbi di apprendimento... E' il caso di dire che Il computer è un mezzo fondamentale per il superamento dell' handicap. Tra le infinite potenzialità, i mezzi informatici possono sostituire una funzione come il movimento, la voce, la vista, permettendo una maggiore autonomia ed espressione e utilizzando al massimo le capacità dell'alunno con disabilità.

Detto questo, pensare di accogliere un ragazzo con una disabilità che necessità dell'ausilio informatico per essere integrato a tutti gli effetti e non dargli questa disponibilità, mi sembra davvero un folle controsenso. Eppure, per un motivo o per un altro, l'uso del computer rimane uno dei punti dolenti delle scuole. O non ci sono (soprattutto) o i docenti non hanno le conoscenze minime per addestrare l'alunno e interagire con lui.

Ma qui parliamo anche di diritto negato. Quanti genitori, alla richiesta di un PC, se lo sono semplicemente sentito negare? Quanti genitori si sono trovati costretti a dover affrontare personalmente la spesa di un PC per la scuola, per permettere al proprio figlio di seguire il lavoro didattico, pensando di non avere scelta?

Allora credo sia il caso di chiarire alcune cose:

La fornitura di ausilii e sussidi, anche informatici alle scuole spetta all'amministrazione scolastica ai sensi dell'art 13 comma 1 l.n. 104, che deve farne richiesta tempestiva all'ente locale (es. Comune)

La legge 104 del 1992 (Articolo 13, Integrazione scolastica comma 1) parla molto chiaramente:

" L'integrazione scolastica della persona handicappata nelle sezioni e nelle classi comuni delle scuole di ogni ordine e grado e nelle università si realizza, fermo restando quanto previsto dalle leggi 11 maggio 1976, n. 360, e 4 agosto 1977, n. 517, e successive modificazioni, anche attraverso: (omissis)
B. l
a dotazione alle scuole e alle università di attrezzature tecniche e di sussidi didattici nonché di ogni altra forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presidi funzionali all'effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico"

La scuola quindi DEVE dotarsi di tutti gli strumenti necessari (computer, software, periferiche, tastiere ecc.) a facilitare l'apprendimento e la comunicazione nonché ad incrementare l'autonomia. Tutto questo diventa parte integrante del PEI, il progetto educativo individualizzato dell'alunno, obbligatorio per legge. Inoltre le scuole possono attivare consulenze di esperti che possano guidare nell'uso dei vari sussidi informatici.

E i fondi, quelli che non ci sono mai?

I fondi a cui le scuole possono attingere per garantire l'integrazione scolastica degli alunni disabili sono molti. Ogni anno ciascuna regione dispone di una somma destinata a tal fine.

La Lettera circolare 139/01 prevede fondi per gli usili LC 139/01 (Finanziamenti Integrazione Handicap)

Per richiedere questi fondi, come precisato dalla legge, è necessario che la scuola produca una specifica documentazione, la modulistica è reperibile anche su internet.


Ecco, una piccola infarinatura, tanto perchè sappiate come rispondere all'irremovibile Dirigente Scolastico che vi dirà l'ennesimo NO. E potrete agire di conseguenza.


Vi lascio questo LINK dove approfondire l'argomento.


(foto: neuropsicomotricisteallosbando.blogspot.com)

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"Per migliorare le condizioni dei minori in situazione di handicap, prima di predisporre ulteriori leggi occorre applicare completamente quelle attuali, magari dotandole di adeguati strumenti e collegandole con una prassi amministrativa più attenta alle loro esigenze" (D. Massi)
"Ogni bambino ha la sua singolarità, è un corpo e una mente originale rispetto a tutti gli altri; il normodotato, però, ha una originalità che sta dentro a una certa fascia, ad un certo standard, mentre il bambino diversabile se ne allontana. " (V. Gullotta)

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‎..."Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza". (G.Pontiggia)

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