25 maggio 2011

Due parole sulla sedia a rotelle, importante strumento d'integrazione


La sedia a rotelle, nei casi di handicap motorio, non è una scelta facile. Fintanto che il bambino è nell'età limite per essere trasportato ancora in passeggino, ti illudi che tutto sembri normale o, peggio, speri ancora che possa alzarsi e camminare con le sue gambe.

Poi arriva un giorno in cui devi obbligatoriamente fare i conti con la sedia a rotelle... Io sono stata "fortunata": mio figlio ha deciso per tutti, ma quel che è stato più importante, per se stesso. Aveva cinque anni ed è stata una piccola grande conquista, verso un barlume di autonomia...

Quelle quattro ruote gli permettevano, per la prima volta, di muoversi senza chiamare aiuto.

Chi non vive questa realtà, non può immaginare quale gioia possa trasmettere un'esperienza del genere. Ho conosciuto genitori restii a decidersi in questo senso e posso comprenderli.

E' come arrendersi al destino, alzare bandiera bianca, ammettere che, si, il proprio figlio non camminerà mai con le sue gambe. In realtà, bisogna fare uno sforzo per comprendere che quelle quattro ruote sono una svolta, per un bambino che non si è mai mosso autonomamente e, prima gli si consegna, meglio è per lui. E' impagabile vedere la soddisfazione sul volto di tuo figlio, mentre gira per casa sperimentando curve e rettilinei...

Ma credetemi, non finisce qui. Ieri, dopo un paio d' anni di tira e molla per problemi logistici, siamo andati a provare una carrozzina elettrica. Rispetto alle normali, sono molto pesanti e non puoi chiuderle in un portabagagli.. Insomma ti cambia tutto, devi adattare l'auto (o sostituirla proprio) e se ci sono dei gradini per l'acceso in casa, un montascale non basta per portarla su. Quindi ci ha dato un pò da pensare... Finchè non abbiamo deciso di fissare l'appuntamento comunque. La prima sorpresa è stata scoprire che non esistono più solo le carrozzine elettroniche compatte e pesantissime, ma possono prendere la tua (manuale) e... motorizzarla!

In sostanza vengono sostituite le due ruote con altre dotate di propulsore, collegate ad una batteria che si inserisce in uno scomparto sotto il sedile. Il tutto si comanda tramite un joystick da posizionare sul bracciolo...

Che ve lo dico a fare.. Appena messo là sopra, si è trasformato in un Nuvolari alla sua prima corsa! E con quel suo sorriso stampato in faccia, si è avvicinato e mi ha detto: "Grazie mamma, oggi mi è cambiata la vita.."

E cambia davvero, per loro... Non solo in casa, velocizzando gli spostamenti e non costringendoli più ad assumere pessime posture per muoversi, ma anche a scuola, con i compagni... Immaginate quale conquista, potersi muovere velocemente (5 - 6 km/h) e senza bisogno di aiuto. Specialmente nell'età adolescenziale, diventa una vera iniezione di autostima.

Quindi, mamme e papà, non abbiate timore e indirizzate il vostro bambino già da piccolo (anche a 4 - 5 anni sono in grado di usare una manuale!) verso l'utilizzo di questo importante strumento di integrazione e di crescita personale.


(foto: adkronos.com)

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"Ogni bambino ha la sua singolarità, è un corpo e una mente originale rispetto a tutti gli altri; il normodotato, però, ha una originalità che sta dentro a una certa fascia, ad un certo standard, mentre il bambino diversabile se ne allontana. " (V. Gullotta)

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‎..."Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza". (G.Pontiggia)

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