1 luglio 2011

Il sogno delle palestre integrate anche per le disabilità


I bambini in età scolare, specialmente a partire dai 5/6 anni, iniziano a manifestare il desiderio di praticare uno sport. E' una cosa molto comune, perchè al di là dei benefici fisici, permette ai ragazzi di stare insieme anche fuori dalla scuola e di sentirsi parte di una squadra a tutti gli effetti. Presto detto, presto fatto: le mamme provvedono a segnare i propri figli presso le associazioni sportive più adatte e frequentate dagli altri amici.
Bello... Basta decidere e farlo, c'è un mondo a disposizione. Ma non è la stessa cosa quando si tratti di un bambino o ragazzo con disabilità, ancor di più se motorie. Non esistono palestre integrate per queste possibilità, a testimonianza di una evidente carenza e del totale disinteresse rispetto ad una fetta di popolazione che "c'è".
Mio figlio, ad un certo momento della sua vita, mi chiede di poter fare uno sport come tutti i suoi amici ed io inizio a fare le mie ricerche e tutta una serie di telefonate. Ovviamente escludendo quegli sport che richiedono un'abilità motoria particolare o l'uso delle gambe. Quello che si può fare, rientra in queste discipline: tiro con l'arco, scherma, nuoto, tennis tavolo, basket, hockey e tennis in carrozzina. In una città come Roma ci sono tre o quattro centri dove è possibile praticare alcuni di questi sport. Ad esempio il wheelchair tennis, il nuoto, l'hockey su carrozzina o il basket, ma effettivamente la scelta è troppo ristretta e se non abiti in una zona adiacente, è impossibile impegnarsi in stressanti tragitti nel traffico romano. Eppoi è comunque preclusa la possibilità di frequentare il proprio circolo di amici...
Le cose che sembrano più semplici, in realtà corrispondono a quelle più utopistiche.
Eppure, che bello sarebbe se tutte le palestre, i centri sportivi, si adeguassero al fatto che esistano anche utenti diversamente abili e che sarebbe fantastico potessero gioire del loro sport preferito insieme a tutti gli altri... come gli altri ragazzi della loro età.
Perchè no?
Che bella l'integrazione. Se ci fosse davvero.

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"Per migliorare le condizioni dei minori in situazione di handicap, prima di predisporre ulteriori leggi occorre applicare completamente quelle attuali, magari dotandole di adeguati strumenti e collegandole con una prassi amministrativa più attenta alle loro esigenze" (D. Massi)
"Ogni bambino ha la sua singolarità, è un corpo e una mente originale rispetto a tutti gli altri; il normodotato, però, ha una originalità che sta dentro a una certa fascia, ad un certo standard, mentre il bambino diversabile se ne allontana. " (V. Gullotta)

"..la convinzione che si può fare sempre qualcosa di più dovrebbe essere sempre la prima preoccupazione di tutti coloro che, per qualsiasi motivo, entrano in relazione con i nostri figli.."

‎..."Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza". (G.Pontiggia)

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