7 giugno 2017

Speechless, la serie tv che scardina gli stereotipi sulla disabilità



Chi ha visto qualche episodio della serie televisiva Speechless, in onda su Fox, sa di cosa parlo. Mi avevano accennato di questa fiction americana dove i protagonisti principali sono i componenti di una famiglia tra cui un ragazzo con paralisi cerebrale, ma non mi aspettavo una simile trasposizione della realtà! Niente vittimismi o pietismi, tutt'altro! Premetto che il ragazzo in sedia a rotelle, JJ, ha una grave tetraparesi spastica e si esprime tramite un comunicatore, ma è sicuro di sé e affronta situazioni grottesche in modo ironico e spiazzante; la madre è perennemente in guerra col mondo, combattiva e un po’ esasperata, pronta a contestare ingiustizie e discriminazioni e ad abbattere barriere… anche in tempo reale. Nella ricerca di una nuova scuola per JJ ne vedrete delle belle! La famiglia DiMeo comprende anche l’imperturbabile padre Jimmy e i due fratelli, lo studioso Ray e la ginnica Dylan. Devo dire che mi ci sono rispecchiata pienamente, come penso moltissime mamme che vivono una simile situazione. La bellezza di questa serie tv è che riesce a riportare nella finzione quanto possa essere normale vivere con un handicap, seppur con più difficoltà, scardinando tanti stereotipi come mai nessuno è riuscito prima d’ora in un film. Un mix calibrato di irriverente sensibilità, o di sensibile irriverenza, fate voi, questa sitcom ha azzeccato tutto, e non è facile quando si parla di disabilità. D’altra parte l’autore è lo stesso di Friends, Scott Silveri, ma non era così scontata la trattazione di un argomento delicato e potenzialmente soggetto a polemiche infinite.
Ah, dimenticavo di dirvi la cosa più importante: finzione fino a un certo punto... l’interprete del personaggio di JJ DiMeo si chiama Micah Fowler ed è un giovane attore americano (19 anni) che ha realmente una tetraparesi, cosa che aggiunge valore e forza al prodotto cinematografico.
Non perdetevi assolutamente questa serie!

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"Ogni bambino ha la sua singolarità, è un corpo e una mente originale rispetto a tutti gli altri; il normodotato, però, ha una originalità che sta dentro a una certa fascia, ad un certo standard, mentre il bambino diversabile se ne allontana. " (V. Gullotta)

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‎..."Quando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde 'razza umana', non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. È questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza". (G.Pontiggia)

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